Progetto

tra cielo e terra

Un progetto aperto a tutti

Il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano – Cinisello Balsamo, propone un progetto di fotografia partecipata insieme all’artista Claudio Beorchia (Vercelli, 1979), a cura di Matteo Balduzzi.

Tra cielo e terra
è dedicato a tutti gli abitanti della Lombardia, invitati a guardare e riscoprire i propri paesaggi con gli occhi di chi li osserva da più tempo: i santi e le figure religiose che dimorano nelle nicchie e nelle edicole disseminate sul territorio. Alcuni di questi santi hanno di fronte ancora oggi campagne estese, fiumi e colline, altri – testimoni delle trasformazioni del territorio – si trovano invece a sorvegliare rotonde, parcheggi o cantieri.

Grazie alla collaborazione delle persone, l’artista intende realizzare un grande
archivio dei paesaggi visti attraverso lo sguardo dei santi. Assumere questo insolito punto di vista da un lato invita l’osservatore a prendere atto dello stato reale dei luoghi, anche negli scorci meno piacevoli e pittoreschi, dall’altro attiva una riflessione implicita sulle componenti immateriali e spirituali del paesaggio.

Chiunque può partecipare, iniziando una personale ricerca delle edicole e delle nicchie religiose, nei propri luoghi di provenienza o in gita per le città e le montagne lombarde, e fotografando i paesaggi a partire dallo sguardo dei santi.

Tutte le fotografie realizzate saranno raccolte dal Museo e diventeranno una
mostra e un libro a novembre 2019.


Il progetto, in collaborazione con
AESS – Regione Lombardia e Fondazione Ente dello Spettacolo, è finanziato dal Bando di Fondazione Cariplo sulla partecipazione culturale e si propone di attivare un processo di coinvolgimento di nuovi pubblici non specializzati per quanto riguarda l’ambito della fotografia e dell’arte.

Per chi?

Il progetto è aperto a tutti: che siate fotografi per passione o solo per questa occasione, ogni immagine che invierete sarà un prezioso tassello di un mosaico più complesso, una mappa dei paesaggi lombardi costruita con l’aiuto di osservatori mai interrogati prima.
È sufficiente avere con sé una macchina fotografica o uno smartphone e un po’ di spirito di osservazione.

Perché?

1. Per esplorare il territorio, alla ricerca delle effigi religiose
2. Per osservare il paesaggio, prendendo consapevolezza delle sue continue trasformazioni
3. Per riflettere sui valori immateriali, culturali, spirituali in cui si riconoscono gli individui e le comunità

Dove?

In tutta la Lombardia

Quando?

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